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ChatGPT e il Copyright: La Sua Esistenza Non Sarebbe Possibile Senza Materiali Protetti

ChatGPT e il Copyright: La Sua Esistenza Non Sarebbe Possibile Senza Materiali Protetti

Carlo Alberto
Autore
Carlo Alberto
Data Pubblicazione
09/01/2024 00:00
Categoria
Tecnologia

OpenAI ha recentemente dichiarato che lo sviluppo di avanzati modelli linguistici, come il suo GPT-4, che costituiscono la base di ChatGPT, sarebbe impraticabile senza ricorrere all’utilizzo di materiale coperto da copyright. Tuttavia, la crescente pressione sulle aziende di intelligenza artificiale, evidenziata da recenti controversie legali, come nel caso del New York Times, solleva interrogativi sulla legalità dell’utilizzo di opere protette per l’addestramento di tali sistemi.

OpenAI ammette l’importanza di questi dati, ma sembra riluttante a pagare per il loro utilizzo. La questione centrale è stata sollevata dal New York Times, che ha accusato OpenAI e Microsoft (un importante investitore in OpenAI) di “uso illecito” del suo lavoro per lo sviluppo di prodotti come il chatbot ChatGPT. L’accusa principale è che OpenAI ha utilizzato testi coperti da copyright senza autorizzazione e senza corrispondere i dovuti pagamenti.

Il New York Times sostiene che tale utilizzo costituisca una violazione dei diritti d’autore e sta richiedendo un risarcimento legale. In risposta, OpenAI afferma che la creazione di modelli avanzati come GPT-4 richiede accesso a materiale coperto da copyright e si basa sulla dottrina legale del “fair use”, che consente l’uso in determinate circostanze senza richiedere il permesso del proprietario e senza il pagamento di licenze. Tuttavia, il detentore dei diritti può contestare tale affermazione, chiedendo a un giudice di determinare se si tratti effettivamente di “fair use”.

OpenAI sta affrontando diverse cause legali su questo tema, compresa una controversia con autori famosi come John Grisham e George RR Martin, accusando l’azienda di “furto su vasta scala”. La questione principale è se OpenAI debba pagare per l’utilizzo di ogni opera, poiché ciò potrebbe comportare costi significativi, considerando che ChatGPT viene utilizzato milioni di volte al giorno.

La controversia evidenzia la sfida tra l’esigenza di dati di addestramento di alta qualità e le implicazioni legali e finanziarie di utilizzare materiale coperto da copyright. Resta da vedere quale sarà l’esito finale di tali controversie legali e come influenzeranno lo sviluppo futuro di tecnologie basate su intelligenza artificiale.

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