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Secondo il più ricco d'Italia, le paure dei mercati sono orientate in modo errato

Secondo il più ricco d'Italia, le paure dei mercati sono orientate in modo errato

Data Pubblicazione
27/02/2026 00:00
Categoria
Generale
Da molti chiamato il "Bloomberg italiano", Andrea Pignataro è ora l'uomo più ricco del nostro paese. Con una lunga esperienza come trader e creatore di algoritmi, ha fondato la ION Investment Group e recentemente ha pubblicato un testo intitolato "The Wrong Apocalypse" in cui esplora il modo in cui il mercato sta adattandosi all'intelligenza artificiale. Secondo lui, molte delle preoccupazioni globali sono rivolte verso i tratti sbagliati. Nel suo libro, Pignataro sottolinea l'importanza di comprendere il "linguaggio istituzionale" in cui un compito è inserito, piuttosto che concentrarsi solo sulle abilità esecutive dell'intelligenza artificiale. Questo processo richiede anni e decenni, non trimestri. L'autore sottolinea come le organizzazioni siano costituite da una serie di pratiche comunicative complesse che vengono apprese attraverso la partecipazione e rafforzate dalle dinamiche sociali interne. Queste strutture sono difficili da comprendere per una macchina, nonostante la sua capacità di eseguire i compiti necessari. Pignataro avverte sul rischio che le aziende possano confondere l'abilità dell'intelligenza artificiale di "fare" con quella di "appartenere", considerando questa la minaccia più significativa per il futuro della società e del mercato. Inoltre, l'imprenditore parla di un concetto chiamato "Autodistruzione Collettiva": le aziende che utilizzano insieme modelli LLM (come quelli sviluppati da OpenAI, Anthropic o Google) insegnano a questi algoritmi come funzionano i meccanismi linguistici del loro lavoro. Il vasto utilizzo rende queste piattaforme virtualmente onniscienti e in grado di accumulare un'ampia mappatura dei giochi linguisticamente strutturati della consulenza, potendo automatizzare sempre più compiti. Il fondatore dell'Ion Group conclude sottolineando che la vera domanda da porre non è se l'intelligenza artificiale possa sostituire il software esistente, ma cosa accadrà all'istituzione della società quando le strutture che la tengono insieme saranno superate. Egli propone una maggiore frammentazione normativa europea come possibile antidoto contro questo fenomeno.

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